DEI e la Impact Education Coalition

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La Impact Education Coalition avvia una comunità di pratica DEI e restituisce i risultati dei tavoli di lavoro su linguaggio, neurodiversità, intergenerazionalità e Next Gen

Milano, marzo 2026 – La Impact Education Coalition promossa da InVento Innovation Lab rafforza il proprio percorso sui temi Diversity, Equity & Inclusion con la nascita di una comunità di pratica dedicata alla DEI. L’incontro del 12 marzo ha rappresentato un passaggio significativo: da rete di imprese e organizzazioni impegnate nell’impatto positivo, la Coalition si configura sempre più come uno spazio vivo di apprendimento, confronto e trasformazione.

La comunità nasce dalla volontà di condividere esperienze, buone pratiche e strumenti operativi per affrontare in modo collaborativo alcune delle sfide più rilevanti per il futuro del lavoro e delle organizzazioni. Al centro vi è l’idea che la DEI non debba restare un tema di riflessione, ma diventare una leva strategica capace di incidere sulla cultura aziendale, sulle policy interne e sui comportamenti quotidiani. Partecipare alla comunità significa contribuire alla costruzione di modelli replicabili, rafforzare il dialogo tra realtà affini e accelerare la diffusione di pratiche coerenti con i valori della Coalition.

Nel biennio 2026-2027 la community lavorerà su alcuni snodi chiave: longevity, neurodivergenze, linguaggio inclusivo, pay transparency e intergenerazionalità. Il percorso prevede appuntamenti online dedicati all’approfondimento verticale dei temi, con il coinvolgimento di esperti ed esperte, e un evento in presenza previsto per metà novembre, con la presentazione di progetti emblematici e sessioni di co-progettazione.

Accanto alla nascita della community, il report restituisce i principali esiti dei tavoli di lavoro attivati durante l’incontro, nati dal confronto su due domande guida: a che punto sono le organizzazioni sui temi DEI e quali iniziative vorrebbero mettere a terra.

Il primo tavolo, dedicato all’intergenerazionalità, ha evidenziato come la presenza di più generazioni in azienda sia una risorsa strategica, non una criticità. Tra le azioni emerse: team multigenerazionali, politiche di flessibilità e wellbeing differenziate per fasce d’età, reverse mentoring tra giovani talenti e manager senior.

Il secondo tavolo ha affrontato il tema del linguaggio ampio come responsabilità quotidiana. Il linguaggio inclusivo è stato riconosciuto non come semplice scelta stilistica, ma come strumento di cambiamento culturale. Le proposte includono workshop sui bias inconsci, indicatori per misurare i progressi e community interne per aggiornare linee guida e pratiche comunicative.

Il terzo tavolo, dedicato alla neurodiversità, ha ribadito che non esiste un unico modo “giusto” di pensare, apprendere o relazionarsi. Le aziende possono agire attraverso formazione, strumenti innovativi, inserimento e affiancamento di persone neurodivergenti, accomodamenti ragionevoli e collaborazioni territoriali.

Il quarto tavolo, infine, ha messo al centro la Next Gen e l’equità di genere nei territori. Coinvolgere giovani, scuole, imprese e istituzioni significa trasformare i principi DEI in pratiche concrete e generare impatti culturali duraturi. In questa prospettiva, la comunità DEI si propone come spazio aperto di scambio, progettazione e azione condivisa.

 

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